Quando sento la parola coraggio, nella mia mente, compare un caleidoscopio di immagini di situazioni difficili, pericolose e dolorose. Al centro di esse ci sono io, che faccio del mio meglio per venirne a capo, per affrontarle e uscirne vittorioso.
Il coraggio è la cifra dell’eroe, di colui che nonostante i suoi limiti e le sue difficoltà non si lascia abbattere da esse ma, al contrario, le guarda diritto in faccia.
Ecco che sorge spontanea la domanda: come si diventa coraggiosi? Occorre possedere un particolare gene per potersi dire tali? E inoltre, chi è coraggioso? Colui che non ha alcuna difficoltà? Che non piange e non chiede mai aiuto? Oppure, coraggioso è chi accettando sé stesso, cerca di superarsi, di migliorarsi?
La paura
Senza l’esperienza della paura non potremmo parlare di coraggio. Sarebbe come parlare della notte senza aver conosciuto il giorno. È l’esperienza della paura che ci motiva, che tempra quella inconfondibile forza d’animo che caratterizza il coraggio. Un vecchio detto sufi recita così:
La paura evitata diventa timor panico, la paura guardata in faccia diventa coraggio
Niente di più vero. Certo, confrontarsi con le proprie paure non è facile. La paura alle volte terrorizza, ci pietrifica e ci può far sentire inermi, incapaci, privi di “spina dorsale”. Ma è grazie a lei che possiamo dirci coraggiosi.
Perché si prova paura?
La paura è una delle sette emozioni primarie insieme a rabbia, tristezza, sorpresa, gioia, disprezzo e disgusto. Come tutte le emozioni primarie, la paura ha una funzione adattiva nel senso che svolge un importante ruolo informativo. In altre parole, la paura ci informa riguardo alla presenza di possibili pericoli che possono mettere a rischio la nostra incolumità. È per questo motivo che l’emozione della paura è una risorsa preziosissima fin dai primi mesi della nostra vita.
L’origine della paura
Le principali paure con le quali tutti noi veniamo al mondo sono la paura dei rumori forti e la paura di cadere. Il neonato, per poter capire se si trova in una situazione di pericolo, si affida infatti al proprio udito e alla vicinanza al caregiver. Ecco che il pianto e il riflesso di moro (che si manifesta quando il bambino ha la sensazione di cadere) sono risposte innate che compaiono quando il bambino si sente in pericolo e a causa di ciò prova paura.
Questo aspetto suscita un’interessante riflessione sull’origine delle nostre paure perché possiamo affermare che, tutte le paure che non riguardano questi due tipi di esperienze, sono delle paure condizionate, apprese. Che cosa vuol dire? Vuol dire che la paura del buio, della solitudine, dell’acqua, dell’altezza, ecc. sono tutte paure nate a seguito della nostra relazione con il contesto familiare in cui siamo cresciuti, alla nostra esperienza personale nonché al contesto culturale di appartenenza. In altre parole, esse sono il risultato della relazione tra noi e il mondo che ci circonda.
Come si supera la paura?
Tutto ciò che si apprende può essere disappreso. Certo, nel nostro caso, si sta parlando della paura e comprendo quanto possa essere difficile cercare di superare una propria paura. Ma non è impossibile, anzi. Non c’è però una risposta preconfezionata a questa domanda perché ogni situazione personale è diversa dalle altre. Posso però dirti che la paura, l’ansia o l’attacco di panico passeranno quando le sensazioni e le emozioni ad essi associati saranno affrontate e non evitate.
Affrontare la paura è sempre la scelta migliore. Occorre però farlo con gradualità, con strategia e perché no? Magari con l’aiuto di un professionista qualificato.
Alcuni piccoli spunti da cui cominciare
Un buon modo per cominciare ad affrontare le proprie paure è quello di cercare di ridurre le condotte di evitamento così da allenarsi ad affrontare le situazioni temute a piccole dosi. Puoi prima provare a farlo, esponendoti a stimoli che generano poca paura, e successivamente concentrarti su stimoli sempre più impegnativi.
Un’altra cosa che puoi provare a fare è cercare di immaginare lo scenario peggiore. Questo tentativo, se da un lato ti dà la possibilità di prepararti al peggio, dall’altro lato ti darà modo di stupirti della realtà. Alle volte la realtà è infatti meno dura e spaventosa di come la si immagina.
Inoltre, allenati a non giudicarti troppo severamente per le tue paure. Sii amorevole e paziente con te stesso e ricordati che avere paura è umano e che senza la paura nessuno può dirsi veramente coraggioso. Se la tua paura è invece diventata intollerante, chiedi aiuto. Chiedere aiuto e condividere le proprie paure con una persona fidata è infatti un ottimo modo per cominciare ad affrontare con coraggio ciò che si teme.