Perdere una persona cara è devastante. Il dolore si insinua sotto la pelle, nell carne, fino ad arrivare alla spina dorsale. Ci si può sentire persi, senza più nulla di cui essere felici. Il senso e il significato delle cose sembrano sbiadirsi, niente è più come prima.
Ed è proprio così. Qualcosa è cambiato, dentro e fuori di te. Questo può spaventare, lo so, ma è comprensibile e naturale perché è in questi momenti che si sente tutta l’insondabilità dell’esistenza.
Tutte queste sensazioni sono però passeggere, hanno il loro tempo, e come ogni altra cosa, si trasformano e se ne vanno.
Il lutto
In ambito psicologico si usa il termine di lutto per riferirsi alla risposta fisiologica conseguente alla perdita di una persona cara.
Ognuno di noi risponde a questo tragico evento in maniera del tutto personale eppure è possibile identificare alcuni elementi comuni nelle risposte soggettive:
- Sentimenti: tristezza, rabbia, senso di colpa e auto-rimprovero, ansia, solitudine, astenia, senso di impotenza, shock, struggimento
- Comportamenti: disturbi del sonno e dell’appetito, iperattività, distrazione collaterale, pianto, isolamento sociale, evitamento dei luoghi cari al defunto, comportamenti di ricerca e richiamo dello stesso
- Sensazioni fisiche: acidità di stomaco e inappetenza, costrizione toracica, costrizione laringea, ipersensibilità al rumore, senso di depersonalizzazione, sensazione di apnea, debolezza muscolare, mancanza di energia, bocca secca
- Cognizioni: incredulità, confusione, senso di presenza del defunto, allucinazioni
Elaborazione del lutto
Per tornare a vivere pienamente la propria vita dopo aver vissuto un lutto occorre molta pazienza e tempo. È un cammino fatto di tanti piccoli passi, ognuno dei quali conduce all’accettazione. A questo proposito si parla di elaborazione del lutto per riferirsi al processo di rielaborazione interiore che la persona fa per di accettare la perdita della persona cara.
Elisabeth Kübler-Ross, attraverso il modello dei Five Stages of Grief, ha identificato 5 fasi attraverso le quali le persone passano per giungere all’accettazione della perdita:
- Negazione
- Rabbia
- Negoziazione
- Depressione
- Accettazione
Puoi farcela
Ogni essere umano ha in sé la capacità e le risorse per poter fronteggiare la perdita. Il processo del lutto tende infatti alla sua risoluzione spontanea per cui non è da considerarsi una condizione patologica. Tuttavia, per far sì che tale processo avvenga nei migliori dei modi occorre che vi sia l’accettazione della perdita come evento definitivo e la capacità di poter gestire il proprio dolore.
«Non si tratta di dimenticare. Quel che va imparato è il modo di ricordare pur restando liberi dal passato. Il modo di rimanere là, con il morto, pur rimanendo sempre qui, con i vivi». Gli rivolse un sorrisetto malinconico e soggiunse: «Non è facile».
A. Huxley, L’isola
«Non è facile» ripetè Will. E di colpo tutte le sue difese crollarono, tutto il suo orgoglio lo abbandonò. «Mi aiuterà?» chiese. «È un patto» ella disse, e gli tese la mano.
Generalmente questo processo perdura per circa diciotto mesi ma, tuttavia, vi possono essere casi in cui tale esperienza si protrae per più tempo. È il caso del lutto complicato, il che significa che il processo di elaborazione non è giunto a compimento della quinta fase ma si è arrestato in una delle fasi precedenti.
Le circostanze in cui è avvenuta la perdita della persona cara possono infatti compromettere la capacità di elaborazione del lutto. Ecco che le normali, seppur intense reazioni fisiologiche del lutto non si attenuano ma continuano a persistere nel tempo. Per far fronte a ciò la persona tende ad adottare strategie cognitive, comportamentali, fisiche ed emotive disfunzionali le quali non fanno altro che aggravare la sua salute psicofisica.
Il ruolo del Counseling
Il counseling ha quindi lo scopo di aiutare la persona a soffrire in modo sano permettendole di comprendere la sofferenza e affrontare le emozioni che prova e, infine, trovare un modo di convivere con la perdita della persona amata.