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Psicologia, Analisi funzionale

Cinque diritti fondamentali di A. Lowen

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A. Lowen ritiene che il bambino, durante il proprio sviluppo psicofisico, incontri cinque diritti o bisogni fondamentali. Se questi bisogni non sono soddisfatti i vissuti e le emozioni ad essi associati sono rimossi portando così alla formazione di un particolare tipo di carattere.

Così come l’albero modifica la propria forma in funzione della direzione della luce, del vento che lo accarezza e dei nutrienti che riceve, così il bambino plasma il suo corpo e la sua mente in funzione del contesto in cui vive. 

Fin dalle prime fasi della vita il bambino sperimenta un conflitto tra la sua vitalità e le esigenze dell’ambiente in cui cresce. Quest’ultimo lo vuole conforme alle regole, ai desideri dei genitori, ai miti della famiglia e della società. Il bambino, dal canto suo, vuole solo espandere il suo corpo e la sua mente in sintonia con la propria spinta vitale. 

Durante il processo di crescita, il bambino non è interessato a che cosa sia giusto o non giusto fare, a che cosa sia morale o immorale o etico o non etico. Egli semplicemente vive seguendo la propria spinta vitale.

L’energia che supporta questo processo giorno dopo giorno, non ha alcun significato intrinseco, semplicemente funziona in suo favore. Il significato e il comportamento non sono quindi altro che sottoprodotti di una valutazione fatta a posteriori. 

Funzionamento energetico: nessun senso, nessuna intenzione ma semplicemente funzionale

Per Reich, il funzionamento energetico, seppur privo di significato intrinseco e intenzione, è creativo, legittimo, buono e logico. Che cosa significa questo?

Lungi dall’avere un valore negativo, l’assenza di significato così come concepita da Reich, può essere meglio compresa se utilizziamo i termini di “pro-vita” e “anti-vita”. La vita è un sottoprodotto del funzionamento energetico. Essa, quando è in grado di funzionare liberamente e spontaneamente, procede in maniera tale da creare e sostenere la vita stessa.

In questo senso le funzioni energetiche sono “pro-vitali” e quindi possono essere definite “buone”. Se però il funzionamento energetico è soggetto a interferenze che inibiscono le sue naturali manifestazioni, la vita che ne scaturisce è disturbata. Da ciò, ogni attività che interferisce con lo stato naturale della vita è “anti-vita”, “cattiva”.

Essenzialmente buoni

Potremmo quindi dire che, essendo noi stessi un prodotto di questo naturale funzionamento energetico, che nella sua essenza è buono, siamo per nostra natura essenzialmente buoni.

Ecco che, se ogni essere umano è essenzialmente buono, tutto ciò di cui ha bisogno è un ambiente che sappia sostenere questa sua naturale qualità. Solo così, il suo essere e le sue azioni potranno essere buone, amorevoli e a favore della vita.

Ma se questo non avviene?

Quando il conflitto tra le esigenze ambientali e la spinta vitale è troppo forte il bambino ha solo una possibilità: limitarla. Egli è infatti costretto ad adattarsi all’ambiente restringendo l’ampiezza del proprio spettro energetico. Questa limitazione, essendo l’essere umano un sistema unico e complesso, conduce ad una modificazione psicofisica totale della persona che dà luogo al carattere somato-psichico o armatura caratteriale

Il carattere

Il carattere è quindi l’atteggiamento fondamentale con cui l’individuo affronta la vita. Emerge da come viene risolto il conflitto tra la componente biologica, l’energia vitale, e la componente sociale, che coinvolge l’educazione, la morale, e il soddisfacimento dei bisogni. 

I cinque diritti fondamentali di Lowen

A partire da queste premesse Lowen ritiene che il bambino, durante il proprio sviluppo psicofisico, incontra cinque diritti fondamentali che si manifestano sotto forma di bisogni. Se i bisogni sono disattesi e cioè non rispettati, non accolti e non soddisfatti dalle figure di accudimento, le emozioni e i vissuti ad essi associati vengono rimossi. Il processo di rimozione, in questo caso, avviene non solo a livello psichico ma anche a livello somatico e dà adito alla costruzione dell’armatura caratteriale. Ogni diritto fondamentale non soddisfatto produce una particolare forma di carattere.

  • Il diritto di esistere: si afferma durante il periodo prenatale e i primi mesi di vita e indica cioè il diritto di essere nel mondo come organismo individuale. Se questo diritto è disatteso si forma il carattere schizoide che è contraddistinto dalla paura del contatto e dal ritiro.
  • Il diritto di essere accolto nella propria condizione di bisogno: questo diritto è soddisfatto se il caregiver garantisce al bambino appoggio e nutrimento emotivo durante i suoi primi mesi di vita. Se questo diritto è disatteso si forma il carattere orale. Un bambino che ha sperimentato un vuoto d’amore sarà un adulto che continuerà ad essere un “bambino bisognoso”. 
  • Il diritto di essere autonomo e cioè il diritto di essere sé stesso: si riferisce al diritto di non essere soggetto ai bisogni degli altri.  Se il bambino subisce continue critiche da parte dei caregiver rimedia a questa condizione sviluppando un falso Sé e un carattere definito psicopatico. Nell’adulto, questa struttura caratteriale produce tratti narcisistici e comportamenti manipolatori: ci si presenta come i migliori, pur avendo, in profondità, una scarsa autostima.
  • Il diritto di imporsi e cioè di autoaffermarsi: il bambino a cui è impedita l’autonomia, l’indipendenza, che si relazione ad un caregiver controllante, invadente e che lo fa sentire in colpa, sviluppa il carattere masochista. Nell’adulto i tratti caratteriali masochistici appaiono nella tendenza alla sottomissione e al sacrificio per ricevere amore e approvazione, nella provocazione passiva, nel lamentarsi e nell’ambivalenza nelle scelte. 
  • Il diritto di amare sessualmente: questo diritto emerge e si sviluppa nel periodo che va dai 3 ai 6 anni di età. Se il diritto alla gratificazione erotica del bambino non è riconosciuto e accolto si struttura il cosiddetto carattere rigido. L’adulto, in questo caso, è un adulto che si sente bloccato, sia nel poter amare che nell’essere amato. È caratterizzato da problemi d’ansia, bassa autostima, da una visione bianco-nero e dalla tendenza a perseguire ideali irraggiungibili. 

Una giusta dose di frustrazione

Il percorso evolutivo, così come evidenziato dai cinque bisogni o diritti fondamentali, non è patologico ma caratterizza tutti gli individui. Inoltre occorre ricordare che esistono madri sufficientemente buone e non perfette! Questo significa che non è possibile riuscire a soddisfare sempre e comunque tutti i bisogni.

Anzi, è auspicabile che il bambino nel corso del suo sviluppo riceva un’equilibrata dose di soddisfazione e di frustrazione, così da permettergli di maturare la capacità di affrontare le difficoltà e tollerare le sconfitte. 

Il problema emerge quando uno o più di tali bisogni è continuamente frustrato e negato. È in questa particolare condizione che la carica vitale del bambino può essere bloccata.

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