Photo by Alina Grubnyak on Unsplash

Quando le difese diventano ostacoli

Ipotizziamo di trovarci a vivere in un contesto lavorativo, familiare o amicale in cui abbiamo la sensazione di doverci proteggere. Una delle possibili risposte del nostro corpo alla paura sarà quella di tenere le spalle sollevate. Se la sensazione di pericolo è momentanea la nostra risposta sarà una risposta di tipo muscolare, volontaria, consapevole e passeggera. Al contrario, se questa condizione si protrae nel tempo, la sola risposta muscolare non sarà più sufficiente per continuare ad assolvere a tale funzione. È a questo punto che entra in scena la funzione di sostegno del tessuto connettivo.

Il tessuto connettivo e le sue funzioni

Il tessuto connettivo è uno dei quattro fondamentali tipi di tessuto che compongono il nostro corpo. Quando ci riferiamo ad esso non ci stiamo rivolgendo ad un tipo specifico di tessuto bensì ad una varietà di tessuti accumunati dall’attuazione di alcune importanti funzioni. Può essere suddiviso in differenti sottotipi a seconda delle sue caratteristiche strutturali e funzionali che lo caratterizzano. Le funzioni primariamente svolte dal tessuto connettivo sono di:

  • Sostegno, in quanto fornisce supporto strutturale a tutti gli organi e tessuti del nostro organismo. Nei confronti del tessuto muscolare ad esempio il tessuto connettivo esplica  tale  funzione creando fibre sia all’interno che all’esterno del muscolo che, intrecciandosi e legandosi tra loro, formano all’estremità del muscolo i tendini. Ciò permette al muscolo di essere ancorato al sistema scheletrico;
  • Nutrizionale, in quanto provvede a fornire ai tessuti le sostanze necessarie e fondamentali alla propria vita;
  • Difensivo, poiché difende l’organismo da qualsiasi tipo di trauma attivando le cellule immunitarie chiamate  macrofaghe.

Ecco perché alcune parti del nostro corpo possono rimanere in tensione per un lungo lasso di tempo. La sovrapproduzione di fibre connettivali consente al muscolo di rimanere in tensione in maniera del tutto involontaria. Tenere le spalle sollevate diventa parte della nostra postura abituale, facendoci vivere in uno stato inconsapevole di disequilibrio che limita la pulsazione naturale dell’organismo. Una pulsazione limitata riduce la nostra consapevolezza emotiva, facendoci perdere il contatto con le nostre emozioni.

Ma perché non prendere semplicemente dei miorilassanti?

I miorilassanti promuovono solamente una distensione temporanea della tensione muscolare. Senza un rilassamento del tessuto connettivo, la soluzione del problema non sarà duratura ma tenderà a ripresentarsi regolarmente con nuove e ripetute tensioni muscolari. Dietro ad una tensione connettiva infatti vi è spesso una tensione emotiva. Non basta agire sul sintomo, occorre agire sulla causa.

Fino a quando la tensione emotiva è attiva il sistema di supporto del tessuto connettivo continuerà ad operare. Ecco perché liberare la contrazione del tessuto connettivo, e quindi l’emozione bloccata, è un passaggio fondamentale. Fortunatamente il tessuto connettivo è un tessuto estremamente plastico che ha la capacità di cambiare forma, stato e funzionamento. Per questi motivi, se messo in condizioni idonee, può ritornare al suo stato iniziale. 

È qui che l’Analisi Funzionale, con la sua tecnica di Points & Position,  può venirci in aiuto andando ad agire direttamente a livello del tessuto connettivo.

Whatsapp link Chiedi al Dott. Curzi