Photo by Diana Polekhina on Unsplash

Disturbi dell’alimentazione

I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione sono caratterizzati da un persistente disturbo dell’alimentazione oppure da comportamenti inerenti l’alimentazione che hanno come risultato un alterato consumo o assorbimento di cibo e che compromettono significativamente la salute fisica o il funzionamento psicosociale.

Sono una delle più frequenti cause di sofferenza giovanile che si associa ad un elevato rischio di mortalità. La prevalenza dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione nei giovani aumenta tra l’infanzia e la prima adolescenza. La causa di questi disturbi è di tipo multifattoriale giacché comprende:

I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione più comuni sono:

Disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo

La caratteristica diagnostica principale di questo disturbo è l’evitamento o la restrizione nell’assunzione di cibo, manifestati da un’incapacità clinicamente significativa nel soddisfare i requisiti per la nutrizione, oppure da un apporto energetico insufficiente attraverso l’assunzione orale di cibo.

Anoressia nervosa

L’anoressia nervosa si contraddistingue per tre caratteristiche essenziali: persistente restrizione nell’assunzione di calorie, intensa paura di aumentare di peso o di diventare grassi, oppure un comportamento persistente che interferisce con l’aumento di peso.

La persona che presenta questo tipo di problematica manifesta una significativa alterazione della percezione di sé relativa al peso e alla forma del proprio corpo. Il suo obiettivo è quello di mantenere il peso del proprio corpo al di sotto di quello minimo normale per età, sesso, traiettoria di sviluppo e salute fisica.

Il disturbo da anoressia nervosa si può presentare associato ad abbuffate e/o condotte di eliminazione (vomito autoindotto, uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi).

Bulimia nervosa

La bulimia nervosa si contraddistingue per tre caratteristiche essenziali: ricorrenti episodi di abbuffata, ricorrenti e inappropriate condotte compensatorie per prevenire l’aumento di peso e livelli di autostima indebitamente influenzati dalla forma e del peso del corpo.

L’episodio di abbuffata è definito come l’ingestione in un determinato periodo di tempo di una quantità di cibo significativamente maggiore di quella che la maggior parte delle persone assumerebbe nello stesso tempo e in circostanze simili. Per essere considerata un’abbuffata, l’eccessivo consumo di cibo deve essere accompagnato dalla sensazione di perdere il controllo. Alcune persone descrivono un senso di estraniamento durante o in seguito agli episodi di abbuffata e inoltre si vergognano dei loro problemi con l’alimentazione e tentano di nascondere i loro sintomi. Le abbuffate avvengono in solitudine, quanto più segretamente possibile.

La crisi bulimica, in molti casi, è seguita da condotte compensatorie inappropriate che hanno lo scopo di prevenire l’aumento di peso quali vomito auto-indotto, uso improprio di lassativi e diuretici (Purging), oppure da digiuno o esercizio fisico eccessivo. A sostegno di questa reazione, la quale è causata dalla  rottura delle regole dietetiche, vi è uno stile di pensiero definito “tutto o nulla”.

Disturbo da binge-eating

La caratteristica principale di questo disturbo sono i ricorrenti episodi di abbuffata, che devono verificarsi mediamente almeno una volta alla settimana per tre settimane, non seguiti da condotte di eliminazione o di controllo del peso di alcun tipo. Un episodio di abbuffata è definito come l’ingestione in un determinato periodo di tempo di una quantità di cibo significativamente maggiore di quella che la maggior parte delle persone assumerebbe nello stesso tempo e in circostanze simili.


Potrebbe interessarti anche…
Whatsapp link Chiedi al Dott. Curzi