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Fobia sociale

Quasi la metà di tutte le nostre angosce e le nostre ansie derivano dalla nostra preoccupazione per l’opinione altrui.

Arthur Schopenhauer 

La caratteristica essenziale del disturbo d’ansia sociale è una marcata, o intensa, paura o ansia di agire di fronte agli altri in modo imbarazzante. Quando esposta a tali situazioni sociali la persona teme di essere giudicata negativamente, si preoccupa di essere valutata come ansiosa, debole, pazza, stupida, noiosa, sgradevole e addirittura intimidatoria. Teme inoltre di mostrare i sintomi dell’ansia:  arrossire, tremare, sudare, inciampare nelle parole oppure di rimanere in silenzio senza riuscire a parlare con gli altri e per questi motivi essere valutata negativamente.

Alcune persone temono di offendere gli altri oppure di essere respinti a causa di ciò. La paura di offendere gli altri – per esempio, fissandoli o mostrando sintomi d’ansia – può essere il timore predominante in persone provenienti da culture con forti orientamenti collettivistici. 

I sintomi della fobia sociale possono indurre la persona ad attuare comportamenti di evitamento, e nella fattispecie la persona con la paura che gli tremino le mani può evitare di mangiare, bere, scrivere, oppure indicare in pubblico; chi invece ha paura di sudare può evitare di stringere la mano o di mangiare cibi speziati; colui che ha paura di arrossire può evitare esibizioni in pubblico, luci forti o conversazioni su argomenti intimi. 

Sebbene le situazioni sociali provocano quasi sempre paura o ansia il grado e il livello di apprensione possono variare (per es. ansia anticipatoria; attacchi di panico) a seconda delle differenti occasioni.  

L’ansia anticipatoria, che è un’altra caratteristica tipica di questo disturbo, può verificarsi a volte molto in anticipo rispetto a situazioni future (per es. preoccuparsi ogni giorno per settimane prima di partecipare a un evento sociale). Nei bambini, la paura o l’ansia, possono essere espresse con pianto, scoppi di collera, immobilizzazioni, aggrappamento o ritiro durante situazioni sociali. 

La persona, per questi motivi, tenderà ad evitare quanto più possibile le situazioni sociali temute. In alternativa, quando ciò non sarà possibile, le situazioni saranno vissute con paura e ansia molto intense. La tendenza all’evitamento può essere estesa (per es. non andare a scuola o al lavoro) oppure meno evidente (per es. distogliere l’attenzione indirizzandola su altri o limitare il contatto visivo). Le persone che soffrono di questo problema tendono a sovrastimare le conseguenze negative delle situazioni sociali e come spesso accade nei disturbi fobici, quando esse sono lontane dalle situazioni temute, riconoscono che le loro paure sono assolutamente irragionevoli, eccessive e sciocche. Arrivano così a colpevolizzarsi ulteriormente per i sintomi della fobia sociale stessa e per le proprie condotte evitanti. 


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